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N. 262 – 9 settembre 2013

MA SE ANCHE…
… fosse vero che Silvio Berlusconi non sapeva nulla della frode fiscale perpetrata per molti anni dai suoi alti dirigenti, resterebbe pur sempre il fatto che l’indebito ingente beneficio a spese della collettività ne è stato tratto da lui, non certo da altri: su questo non ritiene di dover chiedere comunque scusa al Paese? Leggi il mio editoriale telegrafico di oggi [1].

LA LETTERA DI MONTI A D’ALIA SUL DECRETO-STABILIZZAZIONI
Le scoperture di organico vanno affrontate prioritariamente con il trasferimento dei dipendenti dagli uffici in cui sono in eccedenza; e il problema del precariato non può essere risolto con i concorsi riservati e la proroga delle vecchie graduatorie: leggi la lettera inviata dal Presidente di Scelta Civica al ministro della Funzione pubblica [2] mercoledì scorso.

       Trasparenza e Valutazione nelle p.a. [3]

RSA 1: PERCHÉ UN INTERVENTO LEGISLATIVO LEGGERO È INDISPENSABILE
Leggi il mio articolo su lavoce.info [4] di venerdì, in risposta a quello di Maurizio Del Conte secondo cui in materia di rappresentanze sindacali aziendali sarebbe preferibile lasciare le cose come stanno.

RSA 2: LA SVOLTA ALLA FIAT CONFERMA LA BONTÀ DEL NOSTRO DISEGNO DI LEGGE
Il mio commento a caldo al comunicato-stampa della Fiat [5]: il disegno di legge “leggero” proposto da Scelta Civica (n. 993/2013) [6], dopo la sentenza n. 231 della Consulta, si conferma la soluzione giusta e urgente della questione della rappresentanza sindacale in azienda in tutte le situazioni nelle quali non si applichi la disciplina dettata dagli accordi interconfederali 2011 e 2013. In argomento leggi anche la mia intervista al Giornale del 13 agosto [7].

       Portale della Semplificazione e della Flexsecurity [8]

LE PENSIONI D’ORO CHE DEVONO ESSERE TOSATE (E COME FARLO)
In un mio intervento sul Corriere della Sera del 13 agosto [9] spiego la proposta, elaborata con Giuliano Cazzola e Irene Tinagli, di imporre un contributo straordinario sulla parte non guadagnata dei trattamenti pensionistici più elevati (cioè sulla differenza fra la rendita calcolata con il sistema “retributivo” e quella calcolata con il sistema “contributivo”). Segue nello stesso post un interessante commento di Alessandro De Nicola su l’Espresso.

IMU: UN ERRORE POLITICAMENTE NECESSARIO; MA ORA PASSIAMO ALLE COSE SERIE
Nell’intervista pubblicata dall’Avvenire [10] il 29 agosto sostengo che la crisi di Governo ci costerebbe molto di più di questi quattro miliardi destinati per imposizione del PdL alla riduzione dell’imposta sulla casa. E che, viceversa, la dismissione della parte poco o male utilizzata del patrimonio pubblico e una spending review fatta sul serio, con la mobilità del personale pubblico che dovrebbe conseguirne, frutterebbero tutte le risorse necessarie per allineare il nostro cuneo fiscale e contributivo sul lavoro ai livelli di Germania o addirittura Regno Unito. Sugli stessi temi la mia intervista all’Agenzia Adn-Kronos dello stesso giorno [11].
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