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N. 235 – 4 febbraio 2013

IL PROGRAMMA DELLA LISTA MONTI SU LAVORO, WELFARE E AMMINISTRAZIONI
Semplificazione, sperimentazione di un contratto di lavoro a tempo indeterminato meno costoso (riduzione del cuneo fiscale e contributivo) e più flessibile, piano straordinario per l’occupazione giovanile, l’occupazione femminile e l’active ageing: sono on line il documento [1] presentato sabato in una conferenza stampa a Milano da Mario Monti e una scheda riassuntiva dei contenuti del documento [2] stesso.

SE BERSANI RINUNCIA A COMBATTERE L’APARTHEID
Pur di non cambiare una virgola del nostro vecchio diritto del lavoro, il Pd è disposto a rinunciare alle norme di contrasto all’abuso delle collaborazioni autonome che nascondono posizioni di lavoro dipendente, contenute nella legge Fornero: leggi il mio editoriale telegrafico di oggi [3]. Sullo stesso tema e su altri inerenti alle politiche del lavoro e del welfare v. la mia videochat di lunedì scorso al Giorno [4].

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IL PREMIER, LA CGIL E IL QUADRO POLITICO CHE USCIRÀ DALLE ELEZIONI
Se il polo europeista riformatore che sta formandosi intorno a Mario Monti otterrà un largo consenso, questo rafforzerà la componente europeista e veramente riformatrice che c’è anche nel Pd e (spero) nel PdL: leggi la mia intervista al Sussidiario.net di giovedì scorso [6].

LA SFIDA DI MONTI SUL LAVORO, LE TASSE E IL MEZZOGIORNO
Nell’intervista al quotidiano napoletano [7]Il Mattino [7] di venerdì il premier spiega perché non c’è alcuna incoerenza nel suo disegno di riduzione delle tasse, rispetto al programma attuato nel corso del 2012.

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PERCHÉ CALANO LE ISCRIZIONI ALL’UNIVERSITÀ
La diminuzione delle immatricolazioni negli Atenei è un effetto della recessione. Come si può e si deve combatterlo, tornando a investire in modo efficace sulla nostra istruzione superiore: leggi l’articolo di Andrea Ichino e Daniele Terlizzese pubblicato sul Corriere della Sera [9] di venerdì.

URGE CHE IL GOVERNO APPROVI LA RIFORMA DELL’ISEE, PER UN NUOVO WELFARE
L’Indicatore della Situazione Economica Equivalente, individuando il grado di povertà o agiatezza di ciascuna famiglia, è indispensabile per la riqualificazione della spesa sociale e per risparmiare molti miliardi di sussidi oggi erogati indebitamente: leggi l’editoriale di Maurizio Ferrera sul [10]Corriere della Sera [10] di domenica.

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